Quello che segue è la versione “soft” e un attimo più ragionata di uno sbrocco che ho fatto su facebook.

Ciò che ha causato lo sbrocco è questo articolo: Samba 4 si integra con Active Directory grazie nonostante Microsoft.
L’articolo sembra far passare il falso messaggio che lo sviluppo di Samba sia favorito grazie al buon cuore di Microsoft che, generosamente, s’è aperta all’open source.
Ora, tralasciamo un attimo il fatto che per “quelli dell’open source” non è molto importante la libertà quanto i vantaggi nello sviluppo, chi ha memoria e sa di chi stiamo parlando, sa anche che Microsoft è il primo produttore mondiale di software proprietario, che è sempre in prima linea contro le aziende che producono software libero, che è stata più volte richiamata dall’Unione Europea per abuso di posizione dominante e per ostacolazione dell’interoperabilità con software di terze parti, sopratutto quelli liberi. È la stessa che si rifiuta di implementare il formato standard ISO Open Document Format, spingendo per l’imposizione del suo formato Office OpenXML, che è mal documentato e, appositamente, difficile da implementare da parte di terzi. Dulcis in fundus, ha dichiarato pubblicamente la violazione di 42 brevetti da parte del kernel Linux, di 65 brevetti da parte delle interfacce grafiche libere, di 45 brevetti da parte della suite per la produttività di ufficio OpenOffice.org, di 15 brevetti da parte dei client di posta liberi e di 68 brevetti da parte di altri programmi liberi, senza specificare i brevetti violati, nonostante le numerose richieste, e senza far seguire azioni legali alla propria dichiarazione (chissà come mai!).
Il messaggio corretto da far passare è che Samba 4 va avanti nonostante Microsoft, grazie alle fatiche degli hacker del Software Libero (ricordiamo che Samba è stato il primo progetto “esterno” a GNU ad adottare la GPLv3) che si sono sempre sbattuti a reversare un protocollo incasinato volutamente per essere reso incompatibile con gli standard su cui si basa: kerberos e ldap.
Quello che non va dimenticato è che Microsoft e i suoi amici che ammiccano al software libero (i vari Novell, Sun, Oracle, ecc…) non sono i nostri amici, i nostri vicini, i nostri compagni, ma aziende spietate che ci vedono solo come clienti, polli da spennare… e non ci vanno neanche troppo per il sottile in questo, visto che mirano ad insidiare le fondamenta della nostra cultura, del nostro sapere, come dimostrano i recenti accordi fra i nostri cari ministri Brunetta e Gelmini proprio con Microsoft stessa… è normale, allora, che ricorrano a queste false aperture verso il mondo del FLOSS, perchè si tratta nient’altro che di un’operazione commerciale; mera pubblicità che mira a farcele sembrare più belle, più buone, più brave.
Non stupisce quindi che qualcuno ci caschi in questi trucchi, come quelli di oneopensource.it. In fondo, quello in cui si dice “grazie” al padrone che tiranneggia la nostra vita e che ci divide l’un l’altro, è il tipico discorso dello schiavo.
E non è la prima volta che qualcuno del mondo del FLOSS viene attratto da questo sbrilluccichio pubblicitario, ricordate il clamore suscitato dalla notizia che Microsoft ha rilasciato un driver per linux con licenza libera? Ebbene, tutti pronti a spellarsi le mani, nei plausi del padrone… pochi hanno avuto la lungimiranza di ragionare e vedere che il codice rilasciato da Microsoft era quello di un driver che serviva all’hypervisor di Microsoft stessa per virtualizzare linux, un po’ come i vmware-tools per vmware, quindi a vantaggio esclusivo di Microsoft, perchè nessun’altro beneficerà di questo codice, nella comunità.
E prepariamoci… di eventi come questi ce ne saranno un sacco in futuro, quando Microsoft sarà costretta ad adottare ODF (perchè prima o poi dovrà farlo), si prevedono folle di gente pronte ad applaudire e, tristemente, a ringraziare.